Il primo giorno di università è sempre un terno al lotto, ma per Leo la situazione è decisamente più complicata. Occhiali leggermente storti sul naso, una camicia a quadri abbottonata fin sopra l'ultimo bottone e lo zaino stracolmo di libri che sembra quasi schiacciargli le spalle.
Quando spinge la porta dell'aula 3B, il rumore del cardine fa voltare mezza classe. Leo abbassa lo sguardo, cercando disperatamente un posto libero nelle ultime file, lontano dai riflettori. Ma l'aula è gremita. L'unico banco vuoto rimasto è proprio in prima fila, esattamente davanti alla cattedra. E, come se non bastasse, accanto a una ragazza che sembra uscita direttamente da una copertina di alta moda.
Si chiama Elena. Capelli scuri che le ricadono morbidi sulle spalle, labbra dipinte di un rosso intenso e una camicetta di seta bianca leggermente sbottonata sul davanti, che lascia indovinare le curve generose del seno. Sta giocherellando con una penna, lo sguardo annoiato, finché non nota la figura goffa di Leo che si avvicina.
"È... è libero qui?" balbetta lui, sentendo il sangue salirgli improvvisamente alle guance.
Elena lo squadra lentamente, dalla punta delle scarpe da ginnastica consumate fino ai capelli spettinati. Un sorriso malizioso e inaspettato le increspa le labbra. "Certo. Tutta per te, scienziato."
Leo si siede rigidamente, cercando di occupare meno spazio possibile. Ma il profumo di Elena – una miscela provocante di gelsomino e vaniglia – riempie subito le sue narici, mandandogli il cervello in corto circuito. Nel tentativo di tirare fuori il sottomano, la sua mano sfiora accidentalmente la coscia scoperta di lei, tesa sotto una minigonna di pelle nera.
Un brivido elettrico attraversa Leo, che ritira la mano come se si fosse scottato. "Scusa! Mi dispiace, io..."
"Non scusarti," sussurra Elena, avvicinandosi così tanto che il suo respiro caldo gli solletica l'orecchio. "A me piace chi va subito al sodo."
Mentre il professore inizia a parlare alla lavagna, spiegando i dettagli del corso, sotto il banco inizia tutta un'altra lezione. Elena incrocia le gambe, facendo scivolare lentamente la punta della sua scarpa con il tacco lungo lo stinco di Leo, risalendo lentamente verso il ginocchio.
Leo si irrigidisce, il cuore che batte all'impazzata contro le costole. Guarda la lavagna provando a concentrarsi sulle formule, ma le dita affusolate di Elena si posano con audacia sulla sua coscia, iniziando a tracciare piccoli cerchi concentrici attraverso il tessuto dei jeans. La pressione è leggera ma inesorabile, e si sposta con deliberata lentezza verso l'alto, avvicinandosi pericolosamente al centro del suo desiderio.
"Sei così teso, Leo..." sussurra lei, leggendo il suo nome sul quaderno. La sua voce è un gemito appena accennato, coperto dal brusio della spiegazione. "Rilassati. Il primo giorno dovrebbe essere divertente."
La mano di lei fa l'ultimo passo, posandosi con fermezza proprio lì dove il calore e la tensione di Leo sono ormai evidenti e indomabili. Leo stringe i bordi del banco, trattenendo il fiato, mentre il contrasto tra la sua timidezza e l'audacia travolgente di Elena trasforma la prima ora di lezione nel viaggio più proibito della sua vita.
Il professore continua a parlare alla lavagna, ma per Leo la voce del docente è ormai solo un ronzio di sottofondo, completamente surclassato dal battito accelerato del proprio cuore. Il tocco audace e ravvicinato di Elena ha aperto una breccia nella sua solita razionalità, e mentre i suoi occhi fissano i dettagli del banco, la sua mente inizia a correre libera, trasformando l'aula in uno scenario ad altissima tensione erotica.
Se una ragazza come Elena si è accorta di lui, allora le regole del gioco sono completamente cambiate. Leo alza leggermente lo sguardo e inizia a osservare le altre compagne di corso, lasciandosi trascinare dalle fantasie più audaci.
La sua attenzione si posa tre file più in là, su Martina, la rappresentante degli studenti che ha incrociato nei corridoi. Di solito è l'immagine della precisione: capelli raccolti in uno chignon perfetto, occhiali da vista geometrici e un blazer severo. Ma nella mente di Leo, quella compostezza svanisce. Immagina di rimanere bloccato con lei in un'aula studio deserta a tarda sera. Vede Martina che si toglie gli occhiali con studiata lentezza, scioglie i capelli che le ricadono liberi sulla schiena e si siede sulla scrivania, spingendo via i libri con un gesto deciso. Immagina il contrasto tra la sua aria rigorosa e l'ardore con cui gli chiederebbe di sbottonarle la camicia, rivelando un completo intimo di pizzo nero incredibilmente provocante, mentre le sue dita stringono le spalle di lui per attirarlo a sé.
Subito dopo, lo sguardo di Leo scivola verso la finestra, dove Sofia è seduta controluce. Sofia ha un'aria decisamente più alternativa: tatuaggi che spuntano dal bordo della maglietta, un piercing al labbro e un atteggiamento da ribelle che cattura l'attenzione di chiunque. Leo fantastica su un doposcuola clandestino, magari nei sotterranei della biblioteca o in un angolo buio del campus. La immagina mentre lo spinge contro il muro con un'energia selvaggia, bloccandogli le mani. Sente il sapore metallico del suo piercing mentre lei lo bacia con fame e intensità, le mani di lei che si insinuano sotto la sua camicia a quadri, graffiandogli dolcemente la schiena, guidandolo in un ritmo accelerato e senza regole.
Un leggero movimento alla sua sinistra lo riporta bruscamente al presente. È Elena. Ha notato lo sguardo perso e il respiro corto di Leo. Con un sorriso malizioso che sa perfettamente cosa stia passando nella testa del ragazzo, Elena avvicina la bocca al suo orecchio.
"Vedo che hai lo sguardo distratto, scienziato," sussurra, mentre la sua mano, ancora posata sul cavallo dei jeans di lui, esercita una pressione più decisa, facendolo sussultare sul posto. "Ti stai guardando intorno? Guarda pure... ma ricordati chi è che ti sta facendo questo effetto proprio adesso."
Leo deglutisce a vuoto, stretto tra le immagini proibite che gli affollano la mente e la realtà incredibilmente calda e palpabile della mano di Elena che continua a dominare i suoi sensi.
Allora la sua mente viaggia tra sogni bagnati: Elena e Martina si insinuano sotto i banchi, sembra che nessuno le veda, lui diventa rosso come un peperone per l'imbarazzo, intanto le loro mani accarezzano la patta dei suoi pantaloni e laggiù la situazione inizia a farsi molto dura, Elena scende giù la lampo con movimenti sapienti e prostituti. Martina tira fuori il suo piacere ed inizia a muoverlo su e giù. A Leo sembra di stare poer scoppiare. Iniziano a leccarlo in due. Una da una parte e una dall'altra. Martina se lo infila in gola e succhia come se fosse un gustoso lecca lecca. Elena accarezza i testicoli e li mordicchia, mentre con una mano spinge il capo dell'amica sempre di più sul bacino del ragazzo. Il suo pene raggiunge la gola della ragazza. Poi tornano a leccarlo in due. Ora tocca ad Elena a far sentire quanto sia vellutata la sua bocca. Lo divora. Vuole gustarsi tutta quella bella esplosione di carne che palpita nella sua bocca. Mentre le dhe ragazze stanno leccando su e giù all'unisono Leo scoppia di piacere inondando i loro visi. Le due ragazze si leccano via lo sperma a vicenda e poi puliscono i rimasugli dall'attrezzo di Leo.
Intanto Leo è venuto nei pantaloni e Martina e Elena invece sono sempre sedute lì nei loro banchi a pensare ai loro fidanzati.
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Aggiunto: 2 giorni fa
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Trio

