Stupenda, bella e soprattutto molto interessante ed intrigante la donna seduta da sola al tavolo difronte a me in un ristorante di Torino. Elegante, un viso molto dolce, capelli biondi di media lunghezza e meravigliosi occhi che le danno uno sguardo intenso e sensuale, indossa un vestito nero attillato e smanicato, una elegante giacca nera copre le sottili spalline del corto vestito che le fascia il corpo, indossa eccitanti calze nere ed alti tacchi, neri anche quelli. Il suo fine aspetto e l'elegante portamento, la sua bellezza quanto il suo abbigliamento non mi hanno lasciato indifferente. Sta leggendo sul cellulare appena estratto dalla borsetta che tiene appoggiata sulla sedia alla sua destra. Risponde ad un messaggio e mentre sul suo viso appare uno sguardo di maliziosa accondiscendenza i suoi occhi vanno verso l'angolo alto della parete alle mie spalle dove è posizionata una videocamera di sicurezza. Quando mi chino sotto al tavolo, per raccogliere il tovagliolo scivolato a terra, accavallando le gambe, mi consente volutamente di vedere chiaramente la larga banda nera delle autoreggenti, una parte delle sue nude cosce e le eccitanti mutandine bianche incastrate nella sua eccitante fessura. Appoggiando i piedi sulla punta delle alte calzature e poi allargando le gambe vedo arretrare fino quasi agli inguini quel già corto vestitino mostrandomi ulteriormente le bianche mutandine molto strette al centro delle sue eccitanti cosce. A quella visione la mia "emozione" inizia a salire quasi irrefrenabile.Non riesco a distogliere lo sguardo dalle sue cosce e dalle sue piccolissime mutandine che vengono scostate quando, dopo aver infilato la mano destra sotto al tavolo, avvicina le dita in mezzo alle gambe e spostando di lato lo stretto filo di tessuto, mi spalanca la sua depilata intimità ed appoggia il dito medio sul clitoride per alcuni istanti. Mi ricompongo, lei porta il dito alla soglia delle labbra appoggiandoci fugacemente la lingua come per leccare ciò che quel dito aveva appena lambito per poi richiudere le labbra come in un erotico bacio. Quel gesto è durato pochi attimi ma è rimasto impresso nella mia mente facendomi accelerare il flusso sanguigno e provocandomi una totale erezione. Ora non riesco a non guardarla negli occhi, il mio sguardo incrocia il suo, mi ricambia il sorrido, si inumidisce le labbra con la lingua facendo intendere il suo malizioso desiderio nei miei confronti.Il mio pene è dritto nella parte lungo la gamba sinistra spinto da una imponente erezione contenuta solamente dai pantaloni aderenti alle mie parti intime completamenterasate e lische. È troppo bella, maliziosa e quella donna sa come eccitarmi.Decido di provarci spudorosamente come spudorata e stata lei nel provocarmi, mi alzo, mi avvicino al suo tavolo."Piacere, io sono Alberto, sarei felice di proseguire questa serata al tuo tavolo in tua compagnia""Con piacere Alberto, io sono Barbara"Mi accomodo sulla sedia difronte a lei.“Posso chiederti di fare una cosa per me?”“Certo Alberto, dimmi, se posso molto volentieri”“Mi piacerebbe assaporare il gusto della tua figa'”Vedo nuovamente sparire la sua mano destra sotto al tavolo e mi sento rivolgere questa frase.“Ora ho il medio e l’anulare dentro la mia calda e morbida patatina, sento i miei umori scorrere, sono tutta bagnata, sto muovendo le dita, voglio raccoglierne la maggior quantità per poi fartela assaggiare mentre ti guardo vogliosa negli occhi”Riporta la sua mano alla mia vista, tenendo il gomito appoggiato al tavolo e la mano all’altezza del suo volto mi mostra le sue dita completamente lucide e bagnate di quel suo viscoso nettare, prendo dolcemente il palmo della sua mano e la accompagno verso la mia bocca, con un profondo respiro mi inebrio di quella dolce fragranza, poi faccio scivolare le sue dita oltre le mie labbra, le succhio per pochi attimi guardandola in quel suo erotico sguardo.Mentre riprendiamo a parlare sento la punta del plateau e la parte superiore del suo alto tacco strofinare il mio polpaccio sinistro fino alla parte posteriore del ginocchio, le confesso la mia gioia nell’essere seduto al suo tavolo ma in quel momento la vorrei tanto in un letto circondati da profumate candele per farle assaggiare la mia erezione. Mi risponde che certe cose con uomini sconosciuti le vive solamente alla presenza del marito ma per questa volta, anche se a distanza, il marito non avrà nulla in contrario. Guardando nella medesima direzione di prima (l'angolo in alto della parete alle mie spalle) e mi propone di seguirla nel bagno delle signore. Ci alziamo in piedi, con l'educazione che meritano tutte le donne le faccio segno con la mano di precedermi, attendo che mi passi davanti e la seguo nel bagno delle signore ammirando il suo meraviglioso culetto ondeggiare su quegli alti tacchi. Entriamo nella toilette, si tratta di un ampio ambiente con un grande lavandino di granito bianco illuminato da plafoniere a parete, chiudo la porta a chiave e la raggiungo davanti al lavandino dove mi attende appoggiata, si alza la gonna e si sfila le mutandine, la invito a sedersi su quel duro granito, prendo con le mani le sue gambe sotto le ginocchia ed alzandole mi chino per leccarle le calde cosce partendo dal bordo delle autoreggenti per avvicinarmi lentamente alla sua vulva nell’intento di farla impazzire di voglia riuscendoci a tal punto da indurla in tutti i modi a mettermi la figa sotto la bocca ottenendo solamente la punta dellamia curiosa lingua sulle sue sporgenti, profumate e lisce grandi labbra. Al limite del desiderio, non resistendo oltre mi prende il capo e se lo tira a se spalancando ulteriormente le gambe ed inarcando il bacino. La mia lingua prima dentro la sua patatina poi sopra al clitoride scappucciato e di nuovo in figa la sta facendo godere, mi sto dissetando alla fonte della sua eccitazione alimentando una larga erezione che mi sta uscendo dai pantaloni ai quali ho abbassato la zip. Mi alzo in piedi, afferro con la mano destra il mio gonfio bastone e stringendolo alla base glielo mostro nella sua scappellata larghezza mentre con la mano copro solo metà della sua lunghezza. Faccio mezzo passo verso di lei che con i polpacci appoggiati alle mie spalle aspetta con le gambe alzate ed aperte di essere profanata dal mio voglioso cazzo. Con la mano picchietto il pene contro la lunghezza della sua fica poi spingendolo verso il basso lo faccio scivolare dentro di lei, con un colpo del bacino spingo poi il mio liscio pube fin contro il suo. Con i gomiti e gli avambracci appoggiati al granito di quel lavandino, quasi coricata con la schiena, si sta facendo scopare come una troia appena conosciuta mentre le bacio le caviglie ed i polpacci alzati, dopo alcuni ed intenso istanti aumento il mio ritmo nel pomparla.La sua fica è bagnatissima, oltre a darle il mio uccello le accarezzo anche il gonfio clitoride. La sto scopando con veloci e repentini affondi in una pozza di umori mentre le sgrilletto il turgido clitoride. Un urlo di godimento, al termine del suo ultimo gemito, i suoi pugni stretti ed il movimento del suo bacino come per sfuggire a quegliultimi intensi spasmi del clitoride ormai appagato mi indicano che è stata raggiunta e pervasa dal suo orgasmo.Mi fermo e lo tengo ancora dentro di lei, con due dita alla sua base lo stringo e lo sego aspettando che si riprenda da quel forte ed intenso piacere muovendo la mia gonfia cappella sul bordo esterno della sua vulva interrompendo ogni mia attenzione nei confronti del suo ormai molto sensibile clitoride. Mi guarda in volto, è appagata, mi sorride, abbassa le gambe, mi fa arretrare, si china piegando le ginocchia per dedicare tutte le sue attenzioni nel farmi goderecon la bocca. Sono fortemente attratto dalle sue labbra, da quelle eccitanti espressioni che dipingono sul suo voglioso sguardo un quasi capolavoro. La sua morbida lingua scorre dal mio pube fino alla punta della cappella, circumnaviga poi la parte inferiore del glande, con le dita accarezza e masturba in maniera delicata il mio gambo mentre con l'altra mano mi palpa i testicoli. Me lo fa sparire dentro quella sua bocca da porca vogliosa, riprende a farmi un bocchino per poi fermarsi nuovamente un attimo a metà della mia canna, inizia a succhiarmelo forte e spompinarlo fino a farselo uscire tutto dalla bocca sempre scappellato.Con le mani dietro al suo capo spingo le sue labbra fino contro al mio pube, la forza ad assecondare il mio porco piacere.Alcuni di quei servizi alternati a profonde leccate alla cappella mentre con il palmo della mano strofina il mio gambo, mi inducono ad urlarle. "Così, mi fai impazzire, che gran troia sei!!! ci sono! vengo! vengo!, Hoooo siiii!!!"Mentre vengo non molla la presa al mio uccello, durante quella abbondante sborrata serra bene le labbra intorno al mio cazzo, le sue guance si gonfiano. Dopo avermi pulito con calma la cappella, fa un passo indietro, con un eccitante e femminile modo di fare appoggiata su quegli alti tacchi, si china per raccogliere le mutandine e me le porge come regalo, si ricompone in tutta la sua eleganza. Estrae il telefono dalla borsetta, fa partire una chiamata e, mentre guarda la videocamera di sicurezza puntata verso il lavandino di quel bagno, le sento dire "hai visto Davide che gran puttana sono?"......
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