Capitolo 9 – Il bidet umano (foto e immagini nei miei album
Dopo l’orgasmo devastante della sera prima, la feci pulire tutto il piscio e le chiazze di umori che aveva lasciato sul pavimento. Carla era esausta, sudata fradicia, con il latex rosso che le aderiva alla pelle come una seconda pelle bagnata. L’odore che emanava era forte: un mix acre di sudore, piscio e umori vaginali accumulati in tutto il giorno di umiliazioni.
Non le permisi di dormire nel mio letto. La feci sdraiare per terra, di fianco al letto, rannicchiata sul pavimento come un animale, ancora vestita con quel minuscolo vestito di latex rosso aderente. Le ordinai di tenere la maschera da luchadora per tutta la notte.
La domenica mattina, quando mi svegliai, lei dormiva ancora profondamente. La svegliai premendole un piede sulla spalla.
«Edoné» le dissi subito.
I suoi occhi si aprirono di scatto, illuminati da lampi di perversione pura. Il corpo grasso si tese all’istante.
«Leccami i piedi.»
Lei si mise immediatamente all’opera, leccandoli con devozione, passando la lingua anche in mezzo alle dita, gemendo piano di piacere.
Poi andai in bagno. Mentre pisciavo le dissi:
«Devi sapere che ogni mattina faccio il bidet. Oggi voglio che me lo fai tu.»
«Va bene, padrone» rispose lei senza esitare.
«Prima di tutto voglio che mi prendi in bocca l’uccello, per pulirmelo bene.»
Carla si inginocchiò subito e mi prese in bocca. Non era un pompino: era una pulizia accurata, lenta, con la lingua che lavava ogni centimetro.
«Ora lavami bene le palle e l’inguine.»
Lei obbedì con solerzia, leccando e succhiando, anche se non mi ero fatto la doccia dal giorno prima. Il suo corpo fremeva di piacere a ogni umiliazione.
«Adesso voglio che mi lecchi bene la zona dell’ano, infilando anche la lingua dentro.»
Mi misi sul letto a quattro zampe. Carla si posizionò dietro di me e passò dieci lunghi minuti a leccarmi l’ano con dedizione totale, spingendo la lingua all’interno.
«Che lurida che sei! Che zozza!» le dicevo.
A ogni insulto lei gemeva più forte, eccitata dalla degradazione.
«Sei proprio un bidet umano!»
«Sì, padrone… sono un bidet umano!» rispose lei con la voce rotta dal piacere.
Finita la pratica, le ordinai di cucinare per me: «Oggi voglio lo spezzatino di vitello. Preparalo.»
«Va bene, padrone.»
Si mise ai fornelli ancora vestita con il latex rosso della sera prima, il corpo sudato e puzzolente che si muoveva in cucina in modo surreale.
Ogni volta che le passavo vicino la umiliavo: «Ma quanto sei zozza? Ma quanto puzzi?»
Quando fu pronto il pranzo, invece dello spezzatino feci portare del sushi a domicilio.
«E lo spezzatino?» mi chiese lei timidamente.
«Lo spezzatino lo mangi tu.»
Presi la pentola e versai tutto lo spezzatino caldo in una grossa ciotola per cani. La appoggiai sul pavimento della cucina.
«Mangia, cagna!»
Carla si mise a quattro zampe e cominciò a mangiare direttamente dalla ciotola, come un animale, mentre io pranzavo comodamente al tavolo.
Per tutto il giorno continuai a rinforzarla ogni mezz’ora con un secco «Edoné», tenendola in uno stato costante di eccitazione e calore.
A un certo punto le ordinai:
«Apriti le natiche e mostrami l’ano.»
Lei obbedì subito.
«Tuo marito ti incula?»
«Qualche volta, padrone.»
«D’ora in avanti, fino a nuovo ordine, non lo farai più scopare. Non gli permetterai di metterti il cazzo dentro, né in figa né in bocca, e non gli farai nemmeno una sega.»
«Va bene, padrone» rispose lei senza la minima esitazione.
Nel pomeriggio la fotografai e la filmai in tutte le pose più umilianti e oscene.
Verso le 19:00 le dissi di rivestirsi con i suoi vestiti normali, senza lavarsi, e di tornare a casa così com’era: sudata, puzzolente di sudore, piscio e umori accumulati in due giorni.
«Fino al prossimo sabato non potrai masturbarti. Chiaro?»
«Sì, padrone.»
Carla tornò a casa in quello stato.
Suo marito Marco era sul divano, come al solito indifferente. Non le fece nemmeno una domanda su dove fosse stata tutto il weekend. Si limitò a dire, senza alzare gli occhi dal telefono:
«Cosa mi prepari per cena? Dai che è già tardi.»
Lei, ancora impregnata dell’odore della sua totale sottomissione, rispose solo:
«Subito…»
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Aggiunto: 1 giorno fa
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