La mano di Lamù scivolò lentamente lungo il petto di Ataru Moroboshi mentre lui rimaneva immobile a guardarla, quasi ipnotizzato.Per una volta non c’erano urla, né gelosie, né inseguimenti assurdi. Solo il silenzio morbido della notte. «Così tranquillo non ti riconosco…» sussurrò lei con un sorriso. Ataru le accarezzò i fianchi lentamente, sentendo il calore della sua pelle sotto le dita.«Forse perché quando mi guardi così… mi fai dimenticare tutto il resto.» Gli occhi di Lamu si addolcirono appena. Poi si avvicinò ancora, fino a sfiorare il suo respiro. Il bacio che seguì fu lento, profondo, pieno di desiderio trattenuto da troppo tempo. Le dita di lei si intrecciarono tra i suoi capelli mentre Ataru la stringeva a sé, sentendo il corpo di Lamu aderire completamente al suo. «Tesoro…» mormorò lei contro il suo collo, facendolo rabbrividire. «Sai quanto mi fai impazzire quando smetti di scherzare?» Ataru chiuse gli occhi mentre le labbra di Lamu scendevano lentamente lungo il suo collo, lasciando piccoli brividi sulla pelle.Lui la attirò ancora più vicino, quasi con bisogno, e lei rispose con una risata bassa e maliziosa. Le luci della stanza tremolarono appena per una lieve scarica elettrica, ma quella volta non era rabbia. Era desiderio. Fuori, Tokyo continuava a brillare nella pioggia, mentre loro rimanevano stretti l’uno all’altra, persi in un momento che sembrava non voler finire mai.
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