impegni, sempre impegni. Il sesso non era una sua priorità nella vita ed in questo periodo nemmeno si ricordava che esisteva il sesso. Troppo presa da tutto, dagli orari dalle mansioni, dalla casa, da quella frequentazione che non capiva quanto fosse presa e quanto poco tempo poteva dedicare. Aveva pochissimi divertimenti. E poi gli spostamenti! Quelli occupavano gran parte della giornata, se non avesse avuto tutte quelle ore di viaggio quotidianamente non sarebbe stata in affanno, difatti ogni tanto prendeva una camera d’albergo per non dover viaggiare e poter lavorare tranquillamente, senza badare a cena, figli e casa. Comunque single, separata. Il weekend era sempre lavoro. Dopo tanti mesi passati così ,un giorno una collega che sapeva di questa frenesia nella vita della nostra protagonista le propone di rimanere a dormire a casa sua per una notte, per risparmiare sull’albergo; conviveva con un ragazzo ma erano coinquilini e non avevano mai avuto una tresca, gente normale. Nonostante questo la nostra protagonista era un po’ titubante sia perché tutto sommato era una collega che conosceva da qualche mese sia perché non voleva rompere le palle: entrambi i coinquilini avevano comunque meno di 30 anni mentre lei andava verso i 40.Lo stress era troppo perciò un giorno si organizzarono e lei rimase a dormire dalla collega. Cenarono assieme, il ragazzo era fuori. Le colleghe verso le 22 andarono a letto: la camera era molto spaziosa ed aveva un divano letto molto grande oltre al letto. Però il periodo era quello che era e la nostra protagonista era inquieta, pensava sempre a quello che aveva da fare, pensava due giorni avanti. Aveva gli occhi sbarrati per l’insonnia perciò si alzò e andò a prendere un bicchiere d’acqua, saranno state le 23\23.30. mentre in cucina rimuginava alla luce della cappa dei fornelli sente aprirsi la porta lentamente e poi richiudere in silenzio. Dopo poco entra in cucina il coinquilino che è visibilmente brillo, sorridente, una persona che mette serenità e che vedendola a bassa voce e tendendo la mano “ciao, tu sei la collega di XX, piacere io sono XX” lei tende la mano sorridendo e dicendo il suo nome. Le mano sono strette e lui in pochissimo tempo, delicatamente e inaspettatamente le accarezza on il pollice la sua mano mentre lentamente la tira a sé. Lei è incredula ma lascia fare. Lui allunga le mani sulle tette che con i capezzoli puntati sulla maglietta fanno intendere un po’ la situazione. Lui si piega e comincia a leccare sopra la maglietta queste tette, bagna di saliva tutta la maglietta all’altezza dei capezzoli mentre con le mani le massaggia. Lei ansima, respira con il naso, chiude gli occhi ed ogni respiro e più profondo del precedente. Lui sale con la testa e le da un bacio giusto per avere più facilità di toccarle la figa. Il pigiama è sottile, non sexy, una semplice maglietta e pantalone di cotone perciò il contatto fa sentire tutto sia in chi palpa sia in chi viene toccato. Lei è inerme, eccitata, lui massaggia il clitoride e la bacia, scende sul collo, con una mano allarga il colletto della maglietta, leccala clavicola poi di nuovo le tette sulla maglietta che è bagnatissima e aderisce benissimmo, lei con le mani gli accarezza la testa., lui solleva la maglietta e la lingua viscida ceh ruta attorno alle areole le fa emettere un bassissimo, quasi impercettibile mugolio. Non vogliono fare rumore. Lui si sbottona i pantaloni e la spinge giù: ha il cazzo bello teso e duro che lei non aveva ancora nemmeno toccato, mentre si abbassa dice sottovoce “...ero venuta a bere dell’acqua” lui la porta in ginocchio le mette il cazzo in bocca e siccome erano accanto al lavandino riempie un bicchiere di acqua e lo porge, lei beve poi rimette il cazzo in bocca che sente pù fresca. Cappella durissima e liscissima, asta rigida con qualche vena, lei non la vede ma percepisce tutto con la lingua. La testa va avanti e indietro lentamente ma prfondamente, lui spinge fino a dove può ma lei non riesce ad infilarlo tutto. La solleva e la fa sedere sul tavolo, le toglie i pantaloni e lascia il perizoma che scosta per appoggiare il cazzo sulle labbra, lei si oppone un attimo all’orecchio chiede “no questo…” lui fa finta di nulla, appoggia la cappella che lentamente scivola dentro senza incontrare nessuna resistenza. Va piano piano fino in fondo, lei ansima a bocca aperta mentre lui la penetra e la bacia sul collo. E’ seduta a gambe divaricate che lui solleva, la sua schiena verso dietro, si appoggia alle sue mani. L’eccitazione sale, il ritmo è sempre lo stesso lento e preciso lei si lascia andare ad un “oddio, che bel cazzo che hai”…..”mi fai godere”. Lei tutta compita ed educata si sta facendo scopare in penombra da uno sconosciuto. Llo abbraccia con un braccio e inizia anche lei a muovere il bacino. Fradicia, sente sotto il suo culo il liquido sparso su tutto il tavolo. Lui affonda sempre fino alla fine ma gli ultimi due tre colpi sono un po’ più veloci, l’ultmio è profondissimo, lei sente qualcosa dentro e dopo un attimo di reticenza mette le mani sul culo di lui e spinge fino a schiacciarlo sulla sua figa. Sussulta e trema un attimo, lui estrae il cazzo, stringe la cappella dalla quale esce una goccia di sborra che raccoglie con l’indice e mette sulle labbra di lei che con un passaggio della lingua ingoia. Lui le augura la buonanotte e va in camera sua lasciandola ancora ansimante e incredula sul tavolo con sperma che cola dalla figa e liquido viscoso sul tavolo.
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Categorie: Confessioni Etero