Eravamo in campeggio uno normale, o meglio il campeggio era finito e dovevamo tornare a casa. Lei non era particolarmente vogliosa di sesso, non rispetto a me che effettivamente avevo bisogno di sfogarmi più e più volte al giorno. La sera prima lo avevamo fatto in tenda in maniera silenziosa ma con affondi totali, i bacini dovevano toccarsi ed il mimo doveva spingere ancora un po’ di più spostandola di poco. Solo sopra di lei avevo la bocca sempre sul suo corpo era come se volessi mangiarla ma non sapendo da dove iniziare: dal collo, dal lobo dell’orecchio dalla spalla dal seno. La bocca si muoveva più velocemente del corpo, la cappella continuava inesorabilmente ad uscire e rientrare in maniera cadenzata. Era una sofferenza perché volevo aprirle le gambe, sollevare il mio busto e darglielo più velocemente che potevo, come un picchio contro il tronco. Volevo vedere le sue tette muoversi velocemente, sentire il suo copro che si allontanava dal mio a ogni botta mentre tenendole le gambe dovevo trattenerla, volevo stancarmi, fare esercizio e cercare di farla gridare. Ma dovevo trattenermi dal fare tutto questo ed alla fine ingoiò e nel farlo venne anche lei, si staccoò pensando che fosse finita ma vedendo una piccola goccia si attacco di nuovo. Avrei potuto continuare. Il giorno dopo ripartiamo, in macchina ci aspettava un viaggio di poco meno di due ore ed io ero già duro, non barzotto, duro. Per comodità lei si mise il costume come reggiseno e sotto il solito perizoma, credo di averla vista solo una volta con slip normali, un vestitino e decise che avrebbe guidato lei. Parlavamo del più e del meno, ero sempre eccitato ma non le dissi nulla fino a quando, credo a causa del venticello che entrava dal finestrino, sbircio e vedo il capezzolo duro. Quella è una delle parti femminili che più mi eccita, ed in quel momento mi si “chiude la vena” sento poco spazio nelle mutande, sento che qualcosa dobbiamo fare. Eravamo da circa mezz’oretta in auto ed io comincio a massaggiarmi tra le gambe, sopra i pantaloni mentre con la sinistra le accarezzo l’interno coscia. La sfioro, dal ginocchio all’inguine, stuzzico l’elastico del perizoma, il bordo ma non la figa. Lei sorride, non è ancora entrata nel mood però, è una ragazza gentile e timida. Mi giro verso di lei cosi da allungare la sinistra verso il seno sinistro e la mano destra la accarezza: riesco a carezzarle lo sterno e la coscia contemporaneamente ma non subito i punti importanti. Deve desiderarli. Decidiamo che non ci saremmo fermati eravamo su starde provinciali. Il vestitino aveva bottoni che lo chiudevano davanti, ne apro ancora un paio da su, così posso accarezzare meglio. Tocco il senso sinistro, stimolo il capezzolo, le bacio il collo, la mano destra accarezza la figa, bagnata. Lei non parlava più ma ansimava, aveva gli occhi sbarrati e il petto che respirava pesantemente. SI vergogna passando attraverso i paesini peche potrebbero vederla ma eravamo fuori italia, per fprovare a farla sentire a suo agio decido di abbassarmi i pantaloni così il mio cazzo è bene in vista. Massaggio la figa che è così bagnata da permettermi di bagnare anche l’inguine e l’interno coscia, bagno anche i capezzoli e le metto due dita in bocca con i suoi umori. Sono estremamente eccitato anche io e me lo meno per un po’ ma con una mano cerco sempre di non lasciarla, sale dalle tette alla figa. Lei continua a guidare mentre io in quella posizione, con un cazzo che non mi stava facendo capire più nulla decido che la figa pelata era scomoda da massaggiare per via del perizoma: lo strappo da un lato, lei sussulta e le metto due dita dentro finalmente. Me le succhio anche mentre mi sego, entrambi abbiamo una voglia di scopare esagerata ma ci piace questo gioco. Mentre mi sego lei, che sbircia il mio cazzo e si morde il labbro, si accorge del riflesso di una goccina di sborra che viene su e senza pensarci due volte con il pollice la raccoglie e la ciuccia. Succede ancora un paio di volte ma sono direttamente io che le guido la mano sul mio cazzo, mentre lei guida, per farle raccogliere gocce da leccare. Massaggio la figa, llei cerca di tenere le gambe aperte per darmi più spazio possibile, è larga, bagnatissima, potrebbe entrarci qualsiasi cosa ed ammetto che avrei anche potuto chiedere di fermarsi e farsi scopare dal primo gran cazzo che la trovava per poi scoparmela io, sul cofano e da dietro.Abbiamo resistito tutto il viaggio, siamo arrivati in casa che appena chiusa la porta l’ho presa dalla lunga coda, girata verso il muro, penetrata e scopata come se non scopassi da anni, la testa attaccata al muro e spinte così forti che dalla posizione a 90 era finita parallela al muro. Mi diceva che ero uno “stronzo”, la pompavo più forte. Sono venuto dentro, tutto dentro. Poco dopo si è chinata ed ha cercato qualche goccia di sborra perché a lei piace tanto, le piace sempre ingoiare.
Se dovete giudicare male, non lo fate. Sono ricordi in fondo.
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Aggiunto: 3 giorni fa
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Etero
