Il ponte ucraino del primo maggio mi ha soddisfatto parecchio quest’anno più degli altri anni già il 25 era stato fantastico con il rientro di Alla che era ritornata dalla Polonia con una voglia matta di sesso e grazie ad Ukra ci avevamo dato dentro come se non ci fosse un domani. Una festa della liberazione che ci ha liberato senza limiti e senza freni… poi essendo in arretrato di un mese abbiamo continuato come il nostro solito. Alla non si è mai tirata indietro e neanche Ukra per cui ogni momento della giornata libera è stata utile per scopare in tutti i modi leciti e meno leciti. Più scopavamo più si rinvigoriva la nostra voglia di goderci. Un unico momento critico è stato il 28 aprile quando Ukra venne invitata da un suo ex a passare il 1 maggio e relativo ponte in Croazia con lui e una sua cara amica moldava che ormai faceva coppia fissa con lui…Ukra era rimasta indecisa, ma io e Alla dopo una notte di sesso in cui l’avevamo sfinita eravamo riusciti a convincerla che le avrebbe fatto bene staccare e divertirsi con un’altra coppia e mentre Ukra predisponeva il tutto per passare il ponte in Croazia, io ho continuato a godermi Alla. Quando Ukra è partita Alla ha, infatti, fatto di tutto per non farmi rimpiangere nulla e io non ho rimpianto nulla. Il 30 poi è arrivata la sorpresa. Sentivo Alla parlare animatamente e ridere ma io dopo una notte insonne non fui in grado di alzarmi. Devo dire che la mia cognatastra aveva fatto il meglio per farmi passare un’altra notte indimenticabile e ci era riuscita. Ormai Alla e Ukra erano le mie amanti preferite. Certamente il fatto che Alla fosse più giovane, poi aiutava veramente molto. Io dormicchiavo quando lei entrò in camera da letto nuda e senza dire nulla prese il mio cazzo tra le sue enormi tettone e iniziò a spagnoleggiarmi alternando la bocca alle tette in un mix tra spagnola e pompino… mi eccitò tantissimo e quando iniziai a partecipare attivamente lei mi disse: cosa ne dici se condividessimo il 1 maggio con mia madre Olena che ci viene a trovare? Mi bloccai e la guardai per un attimo preoccupato…Olena? Ma lei vive ormai in Spagna con un altro uomo….Alla sorrise e mi rispose: sei forse geloso di mia madre? Salì sopra e fu fantastico mungerla, possederla….era una forza della natura allo stato puro, facemmo di tutto e di più e quando fummo soddisfatti lei continuò: allora Olena? Che facciamo? La facciamo venire? Io ero venuto già due volte in Alla e così restai al gioco: ma si tu sei venuta, io sono venuto, facciamo venire anche quella troia di tua madre… Sorrisi ancora e le dissi…se adoro questo puttanone di sua figlia e adoro quelle troione delle tue sorellastre e sue figliastre come posso dire di no a lei ad Olena la vacca? Benvenuta ad Olena quindi Tanto Toma e Jana non sono ancora tornate Ukra è partita ieri e si fara le sue trombate quindi posto ce n’è…Alla sorrise di quel sorriso che mi fa sempre impazzire… e mi disse:bugiardo sei solo un gran bugiardo. Di la verità che muori dalla voglia di scoparti ancora una volta mamma e figlia….. tanto lo so benissimo che mia madre Olena ti arrapa con le sue tettone… ti fa sangue mi disse in ucraino. Anche io avevo sorriso…In effetti l’idea di scoparmi madre e figlia non mi dispiaceva affatto per me era eccitantissimo e poi Olena era fantastica anche se un po’ in là con gli anni visto che aveva superato i sessanta. Andammo in doccia facemmo sesso e poi lo facemmo di fronte al grande specchio del bagno. La sera era tutto pronto, avevamo preparato il letto e soprattutto imbandito la tavola. Olena fu puntuale…aveva detto per ora di cena e alle 19.45 il citofono suonò. Alla che era in fermento scattò come un fulmine seppure seminuda. Lei attendeva sua madre Olena sul pianerottolo. L’ascensore si aprì e mamma e figlia si abbracciarono di un abbraccio intimo che faceva comprendere tutto. Io ero rimasto dietro ma presi i bagagli mentre mamma e figlia si erano sedute nel soggiorno e parlavano eccitate. Le lasciai fare e portai in tavola le ultime cose. Olena mi guardò con il suo solito sguardo che mi aveva colpito subito, la prima volta che ci eravamo incontrati e fui lieto che quel magnetismo era rimasto. Mi sentivo spogliare con gli occhi, mentre Alla si compiaceva della bellezza di sua madre. Olena era molto sexy ed erotica in ogni cosa che faceva. Nonostante ci fossimo lasciati male con Olena era ritornato tutto. Olena mi guardava continuamente e io mi andai a sedere fra di loro. Era quello che voleva Alla ed era anche quello che voleva Olena, fu tutto molto spontaneo Alla e Olena si guardarono e ci fu un cenno d’intesa. Olena iniziò a toccarsi, ci disse che voleva fare una doccia e io le dissi sorridendo che conosceva la casa…lei sorrise e mi rispose che avrebbe preferito avere la compagnia del padrone di casa…guardai Alla e Alla mi strizzò l’occhio. Quello che accadde nel bagno fu lungo e soddisfacente; molto soddisfacente, ad un certo punto si sentirono le urla di Olena e Alla intervenne anche lei e in tre fu ancora più soddisfacente. Il grado di complicità fra madre e figlia era straordinario. Erano bagnate entrambe…vogliose e io ero famelico mia suocera e di mia cognata mentre loro sapevano come soddisfarmi. Andammo sul letto e Alla iniziò a leccarmi il cazzone, invogliando Olena a fare lo stesso. Io dissi ad Alla che volevo il puttanone….quella gran puttana che era andata con un altro uomo. Alla parlò in ucraino con Olena, lei sorrise, si scambiarono un bacio e Alla la posizionò alla pecorina e si posizionò come io volli per farsi leccare la figa dalla mamma. Non persi tempo mi posizionai dietro Olena le aprii di forza le natiche e senza dire nulla dopo averle alzato il culo e con il bucotto anale ben in vista la infilzai con forza e lei urlò in una maniera animalesca…tanto che la stessa Alla ebbe un attimo di paura ed esitazione. Io intanto la martellavo con un vigore insolito e senza darle tregua, pistonandole il culo con violenza, mentre Olena aveva da subito iniziato a perdere il controllo sbavando e ansimando. Non sapevo in realtà a quel ritmo quanto avrei potuto resistere e soprattutto non sapevo Olena quanto avrebbe retto, ma non mi interessava. Ormai ero in modalità punizione…. La volevo punire con tutte le mie forze e feci di tutto per punirla. Ogni penetrazione era sempre più forte e Olena con il suo culo rispondeva colpo su colpo, pronta a darmi piacere. Assorbiva la mia forza di prenetrazione e gemeva solamente. Il piacere di godermi la mia suocerona era fortissimo e Alla se ne era accorta e ci aveva lasciato fare. Lei interveniva solo per piccoli momenti mentre io ero sempre più famelico. Dopo un martellamento costante Olena iniziò a mostrare i segni di cedimento fremeva come se dovesse venire, ma non voleva darmela vinta. Alla era molto servizievole… sapeva che sua madre avrebbe dovuto sottomettersi e vedeva come la stavo sottomettendo. Così piaceva alla mamma e così piaceva anche alla figlia. L’uomo doveva dominare a letto. Mentre la scopavo le chiesi perché aveva voluto ritornare da me e lei senza mezzi termini mi aveva urlato che aveva voglia di cazzo di quello stesso cazzo che faceva godere sua figlia e le sue figliastre…come se in Spagna lì da lei non vi fossero cazzi capaci di soddisfare una ucraina sessantenne. Il suo amante non la sapeva soddisfare….? Fra l’altro era anche più giovane di me…bello caliente… ma lei era ritornata a farsi fare il culo da me… Una volta tornata la storia sarebbe stata lunga… e lei lo sapeva bene… Avrebbe preso il cazzo in culo per tutto il ponte e senza sconti…Anche Alla era d’accordo. Olena gemeva, ansimava e infine giunsero le urla di piacere, l’orgasmo, e la mia voglia di fistarla divenne ancora più forte. Più orgasmava più aumentava la mia voglia impetuosa di fisting nel culo, di un fisting in figa, per raggiungere finalmente quel tanto adorto squirt….Ora Olena era bagnata fradicia, sfranta e svaccata in un lato del letto rannicchiata a godersi tutte le emozioni che il suo corpo le continuava ad offrire come una scossa elettrica e tremolante continuava a soddisfare la sua clitoride con le dita lunghe e affusolate e quelle sue unghie curatissime come sempre. Mi rispose finalmente, il suo uomo spagnolo, caliente e possente, giovane e bello veniva troppo presto per i suoi ritmi per i suoi tempi, per soddisfare le sue voglie e i suoi desideri. Ecco perché aveva chiesto ad Alla di poter ritornare da noi. Alla a questo punto aveva visto troppo e lei il cazzo non lo voleva solo vedere ma soprattutto prendere. Non resistette più si tuffò su di me dicendomi in ucraino che lei era mia e che io dovevo prenderla e spaccarla, farla godere voleva essere aperta. Anche lei voleva essere penetrata dalla mia nerchia dura e resistente, prima in culo, poi in figa e mentre si sditalinava ossessivamente quella fantastica clitoride in cerca di un piacere continuo. Ero io che non le resistevo. L’assalto fu breve ma molto intenso l’avevo fatta salire su di me con il suo culo davanti e mentre lei faceva una sorta di danza del ventre io le schiaffeggiavo le chiappe a ritmo di una danza tribale che lei aveva voluto inserire cavalcandomi impazzita. Era una vacca, una vera vacca tutta da montare e godere… specie quando si voltava verso di me per dire i suoi si convinti Da da da da Daaaaaaa Daaaaaaaaa, si Da siiiiiii gemeva….. godeva era la mia cognata porcona e mi piaceva vederla nello specchio mentre mungeva le sue tettone paurose… si mungeva ossessivamente, mentre io la infilzavo e lei mi cavalcava violentemente saltando e ricadendo sul cazzo…. Si sentiva il piacere e soprattutto si sentiva la sua voglia e lì, con il culo sollevato, la bocca aperta, era tutto il piacere di godere e di sentirla godere. Alla era un magnifico fantastico enorme grande puttanone, quella cagna in calore che io avevo sempre voluto, quella cagna troia che non riusciva a resistere ad un cazzo duro e voglioso pronto a sbatterla di continuo. Questa era Alla e questo era il modo unico per poterla soddisfare, degna figlia di sua madre. anche a lei non risparmiai nulla mentre mia suocera Olena si stava riprendendo lentamente e ricominciava a toccarsi. Alla, comunque, a questo giro non era disposta a lasciare il mio cazzo a sua madre per cui Olena si limitò solo a leccare e a succhiare e leccava e succhiava con grande bravura ogni parte di me che Alla aveva deciso di lasciarle. Continuammo sino a quando dopo molti orgasmi Alla la valkiria tettona aveva ceduto di schianto…non so quante volte fosse venuta ma aveva preso il mio cazzo in ogni parte di lei, compresa la bocca e le sue tettone per cui il suo sguardo solitamente arrapato e i suoi capezzoloni puntuti erano addolciti e il suo corpo rilassato…aveva un volto angelico e a un rilassamento totale e completo in tutto il corpo. Alla mi baciò intensamente prima di lasciarmi a sua madre mentre andava a fare la doccia e io continuai con Olena soddisfacendo ogniuna delle sue voglie…anche le più perverse. Non esistevano limiti fra noi questo lei lo ricordava molto bene e la nostra complicità era una sintonia continua. Quando Alla venne a dirci che era pronta la cena andammo insieme a fare una doccia e tornammo in soggiorno dove festeggiammo in accappatoio con due bottiglie di Horilka, la vodka ucraina e un’abbondante cena il ritorno di Olena. Guardavo continuamente la madre e la figlia che si scambiavano amorevoli segni di intesa poi Olena prese l’iniziativa e si catapultò sul mio cazzo che svettava fuori dall’accappatoio. Alla non si fece pregare, si avvicinò e mi offrì senza esitazione le sue strabordanti tettone. Sapeva che io andavo pazzo per le sue poppone enormi e per i suoi capezzoloni tutti da succhiare, leccare e mungere. Iniziai a leccarla e succhiarla dal collo per poi scendere sui suoi seni a cui mi ero aggrappato e che dovevano essere nuovamente presi, munti violati avidamente come ero solito fare…. Lei cercò di resistere poi si fece travolgere e godette di quella mia passione straordinaria. La volevo e glielo dissi, la volevo e non mi bastava mai…lei era perfetta per soddisfare tutte le mie voglie e bastava prenderla perché lei era là pronta a godermi tutto e a farmi godere. Avvenne tutto in pochi secondi con Olena in ginocchio sul tappeto che onorava il mio uccello e sua figlia Alla che si faceva benedire dalle mie mani, dalla mia bocca, dalla mia lingua. La succhiavo continuamente e le facevo provare sensazioni indescrivibili lavorando con la lingua e con i denti i suoi capezzoli enormi che sembravano dei lamponi maturi, dei fragoloni pronti per essere gustati… Li gustavo e lei godeva della mia voracità. Il divano in un attimo si tramutò in un letto e io chiesi ad Alla mentre Olena continuava a manipolarmi i coglioni e a spompinare il cazzone di salire sul mio viso in modo che potessi godermi la sua fantastica figa piena di miele la sua straordinaria clitoride tutta da succhiare, ma anche il suo ano. Colavano i suoi umori, i suoi liquidi da tutti i buchi deliziosi di quel corpo mastodontico di bbw. Lei non aspettava altro si posizionò e fu un’esplosione di emozioni, di sensazioni con la mia lingua che colpiva ogni suo punto erotico sino a farle venire violentissimi orgasmi che si concludevano sempre con il suo nettare che schizzava e che io bevevo dalla fonte calda, erotica, mentre lei continuava ad urlare il suo piacere che era il mio piacere. Alla era la schiava del mio piacere mentre le infilavo le dita nel suo buco anale tra le natiche… iniziò a fare un suono simile ad un nitrito e io infilai ancora in modo più profondo le dita nel culo mentre altre due andarono a penetrare la figa. Alla a quel punto si accartocciò su sé stessa sentiva un piacere inaudito e urlò ancora e ancora squirtando quasi sino ad affogarmi del suo dolce prezioso liquore dolce e succoso. Alla si accasciò sfinita e la sua mammina capì che era il suo momento… parlando in ucraino le chiese se poteva prendere il suo posto e Alla le rispose solo con un cenno del capo. Non appena Olena venne su io la posizionai come meglio volli. Olena era vogliosa, desiderosa di farsi fare qualsiasi cosa ed era pronta in ginocchio a subire quello che io intendevo farle. Aveva la testa bassa e tremava per l’eccitazione. Si era molto eccitata nel pomparmi il cazzo e le mie pallotte piene che aveva spremute bene. Sapeva che ancora non avevo sborrato e sapeva che poteva essere lei a farmi sborrare ma solo con l’aiuto di Alla. Alla era a riposo sfranta, io la lasciai tranquilla, la notte era molto lunga e lei per come la conoscevo si sarebbe ripresa senza problemi specie vedendo sua madre godere come la porca che era. Alla sorrideva di quel sorriso scherzoso ma che sa di essere la gatta che gioca con il topo. Si è avvicinata e senza dire niente mi aveva preso e baciato in bocca a tutta lingua, un vortice, tanto che io non seppi resistere. Prese il mio scettro di carne e io dovetti lasciarla fare. Era salita sopra, iniziando a cavalcarmi furiosamente. Le ho chiesto più volte cosa volesse e lei ha risposto netta: cazzo. Voleva essere riempita e lei diceva che io sapevo come riempirla. Mi aveva fatto partire una eccitazione furiosa e quando è scesa e ha iniziato un pompino rapidissimo succhiando in profondità, pensai solo che dovevo possederla. Visto che non venivo, era scesa e si era posizionata a carponi, mentre io le suggevo le spalle, il collo e i lobi delle orecchie. Continuavo così sapevo che le sarebbe piaciuto. Le mie attenzioni erano rivolte alle tette enormi e soprattutto al culo, veramente bello, grosso e sodo. Le mie mani fisse sulle tette, tuttavia, furono dolcemente spostate da Alla piano piano, fino a far entrare le dita nella figa. Avevo iniziato a manipolarla e lei mi ha sorriso soddisfatta, poi ha inarcato molto bene il suo bacino e il mio membro teso è entrato senza problemi nella sua vagina calda e accogliente infilzandola. Con le mani sono giunto a sottomettere i capezzoli ritti e impetuosi e sono stati a questo punto gemiti e gridolini di piacere ad uscire dalla sua bocca, mentre il mio assalto iniziava ad essere ritmato e la figa cedeva i primi succhi. Alla godeva. Aveva emesso un gemito di piacere mentre le spalancavo completamente le cosce per assaporare meglio il piacere e lei aveva iniziato ad incitarmi a scoparla forte, duro. Lo chiedeva lei con frasi italianizzate e il suo liquido vaginale era tanto. Ho continuato a martellarla puntando ad eccitarla sempre più. Che bello vederla e sentirla, squirtava ed il succo che schizzava era troppo. Le pareti della figa non si sentivano più e Alla senza battere ciglio si era predisposta per prenderlo in culo. Non è stato difficile entrare con una copiosa presenza di fluidi e di saliva e ad un certo tempo sono entrato con godimento di tutti e due. Alla sentiva che il cazzo era duro e ritto e mi incitava a andare sempre più forte e profondo, per cui ho iniziato a fare degli affondi quasi in piedi sul letto, come non avevo mai fatto. Sembrava una eternità e Alla mi guardava mentre le dilaniavo il culo con sfida nei suoi occhi e dicendo bello cazzo bello cazzo si bello cazzo. Mentre la sentivo incitarmi così ho iniziato a venire dentro inondandole il retto e svuotandomi tutto in lei, mentre lei si mostrava ancora più accogliente. Non era passato molto ed era stata Alla a prendere l’iniziativa. Io mi sono posizionato in modo da permetterle ogni movimento e lei preso in bocca il pene, ha fatto tutto quello che ha voluto. Ha dovuto lavorare e gustare molto il mio cannolo prima di raggiungere la panna ma la panna è arrivata e lei ha saputo gradire ancora. Preso dal desiderio irrefranabile, non appena Alla aveva finito la pulizia del mio cazzo l’ho portata in bagno per una doccia e li ho avuto tempo e modo di sdebitarmi con un lunghissimo atto orale e l’inserimento delle mie dita nel suo buco del culo e Alla ha goduto…ha goduto talmente tanto che perse l’equilibrio, le sue ginocchia cedettero e lei rimase sostenuta dalle mie braccia. È stato meraviglioso continuare a martoriarla in quella maniera mentre lei era in mia balia ed era in grado solo di gemere e di ansimare. Ritornati in camera da letto abbiamo continuato a baciarci, mentre lei infervorata pazza era scesa per un nuovo pompino. Se era possibile questo fu ancora più bello, conclusosi in una spagnolona fantastica. Pensavo che avessimo finito di possederci, ma Alla si è dimostrata insaziabile, proprio come le donne che piacciono a me e soprattutto porca, senza limite. Quello che è seguito è stato puro sesso carnale, primitivo. Io l’ho presa per le cosce, raggiungendo l’inguine e lei ha ceduto subito. Le ho alzato le cosce, mentre lei mi chiedeva di scendere a ossequiare la figa, voleva che la leccassi e io sono sceso a succhiarla tutta. Iniziava a sbrodolare nuovamente umori nella mia bocca e io succhiavo e leccavo la clitoride, mentre lei gemeva rimanendo senza fiato. Continuavo a tutta lingua e lei mi chiese di continuare, mi teneva stretto come volesse una ventosa in figa. Aveva spalancato le cosce completamente e furono fiotti di liquido che colavano. Aveva inarcato la schiena e questo mi permetteva di penetrarla meglio, ma mi offriva anche i suoi glutei in posizione alta. I suoi glutei sodi erano tutti da montare e in men che non si dica io giocavo con le mie dita fra la fessura perianale, la fica caldissima e sugosa e il buco del culo. La slinguai nel buco, inserii le dita e poi le feci sentire la parte superiore del mio pene strofinandoglielo all’ingresso del culo e iniziai a puntare l’orifizio per entrare ed entrai. Alla lo prendeva senza limite, mi guardava e sorrideva felice. Ero al suo interno, ancora una volta, e lei sculettava molto bene creandomi uno stimolo sempre maggiore a venire mentre le assestavo qualche ceffone sulle natiche per movimentare il tutto. Sapeva come agevolare la mia penetrazione anale e fece tutto talmente bene da suscitarmi un desiderio incredibile. Ero divenuto una bestia, tutto istinto. Lei masturbava sapientemente la clitoride, mentre io la mungevo alle tettone. Quando la sua eccitazione era divenuta massima, aveva iniziato a chiedere di sfondarla. La figa era zeppa di liquido seminale e le sue dita agivano molto bene. Continuavo a incularla con violenza e lei gemeva. I miei colpi erano forti e profondi anche se appena iniziai a sentire che venivo nel suo intestino affrettai la cadenza, quasi non volessi perdere un istante, mentre Alla reggeva le botte. Finalmente la riempii con lei che godeva, fino ai miei ultimi colpi che infilarono gli ultimi spruzzi di sborra. Le sono rimasto dentro finché ho potuto poi sono uscito. Adesso era la volta di Olena, ripresasi, mentre io ero provato. Lei mi assaltò e i suoi baci infuocati non mi lasciavano respiro. Era attivissima e dirigeva la danza. Si era inginocchiata e come un diavolo aveva iniziato a farmi un pompino che mi prosciugò l’anima. La bocca di Olena che succhiava a mantice il mio cazzo, mi diede la sensazione del paradiso Ho aperto gli occhi e li ho richiusi quasi con l’orgasmo che stava per travasarsi sulla lingua di mia suocera. Fu un attimo e la crema uscì, per cui la donna salì sopra e piena di sperma mi baciò condividendo il mio succo. Le mie labbra e la mia lingua hanno lavorato alacremente sulla clitoride e le sollecitazioni hanno avuto subito la risposta che mi attendevo. Con le dita ho aperto le grandi labbra e la lingua si insinuò dentro, insieme al mio naso. Olena, si era predisposta e aveva inarcato bene la schiena in modo tale da aprire le cosce nel modo migliore. Aveva iniziato con i gemiti quindi ad ansimare, trattenendomi con tutta la sua forza sulla vagina mentre io con la lingua a punta andavo profondo. Fu lei a chiedermi di essere penetrata ed io sono entrato senza nessuna difficoltà tutto era fluido e morbido. Il succo era un mare ed io ho affondato con forza il mio cazzo. La ho stantuffata con vigore e lei ben presto ha raggiunto i suoi orgasmi, entrando in debito di ossigeno. Non sono riuscito ad arrivare in vagina, perché era bollente calda, troppo piena di umori, troppo morbida fradicia, zuppa. Olena aveva capito e si era posizionata. Mi ha aiutato aprendo il buco anale e quando la ho inculata, abbiamo iniziato entrambi ad ansimare mentre io con le mie dita lavoravo la vagina, lago di umori. Entrai in lei con un ritmo talmente frenetico che non fu più in grado di reagire. Ormai urlava solamente il suo godimento mentre io non riuscivo ad esplodere. Allora Olena si tolse il cazzo dal culo e distesasi mi fece segno di salire su lei. Incuneò perfettamente le sue grossissime tette e mi fece adagiare il cazzone che iniziò a lavorare fra le tette con grandissimo godimento mio. Olena lavorava alacremente con il seno e aggiungeva la sua maestria orale. Fu magnifico e tra quelle colline fantastiche io esplosi irrorandole tutta. Alla guardava ora con ammirazione Olena che si era spalmata la sborra su tutto il corpo e ha voluto che io le succhiassi il mio liquido. Non le bastò ricominciò furiosamente ad andare a caccia del mio cazzo e lo mise in bocca mentre carezzava i testicoli, lo scroto. Leccava e succhiava alternativamente in un pompino perfetto sapeva regolare la foga e il ritmo e quando fu nuovamente sostanzioso lo rimise sulle tettone facendo una spagnola che mi fece venire tutto quello che avevo in corpo, finché esplosi nuovamente. Due lavori di tette in pochissimo tempo ed io ne risentii molto. Ero affaticato lo riprese lo ristrinse tra le tette per la terza volta stringendolo con le tette e ricrebbe in pochissimo tempo ancora. Ad un certo punto le tolsi il giocattolo e lo inserii nella figa calda, piena di liquidi e fu fantastico come lei mi accolse. Il solito problema..troppi liquidi e allora culo ero esploso ancora per la gioia mia e sua. Era orma la mattina del 1 maggio e ancora le due ucraine si contendevano il mio cazzo. Fu così tutta la giornata e le giornate che seguirono….Il sabato, la domenica e anche il lunedì sino ad oggi…..Adesso Alla mi ha lasciato dopo l’ennesima spagnolona fra le sue tettone….finisco di scrivere perché Olena aspetta il suo anale mente con le tette si strofina sul mio viso.
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