Separata di 36 anni. Separata da 2. In questi anni aveva cambiato il lavoro, aveva cambiato abbigliamento e modo di porsi, era cambiata abbastanza gli occhi degli altri. Il sesso però era assente nella sua vita. Non che fosse qualcosa che cercava ossessivamente, bastava 2\4 volte al mese quando aveva una relazione, rifiutava il suo partner che insisteva; semplicemente le bastava così. Adesso c’erano poche fantasie, poche occasioni, nemmeno si reputava interessante agli occhi degli uomini che però non la pensavano allo stesso modo, era distratta. Negli ultimi tre mesi con il suo ex aveva provato a riavvicinarsi ed andava tutto bene ma sebbene il sesso fosse comunque rilevante nella relazione che avevano, durante questo tentativo era assolutamente assente da parte di lei, non provava eccitazione, stimolo, curiosità o fantasia verso gli uomini, cercava altro perché scopare non le serviva. Pensava lei. Non le serviva ma non lo aveva nemmeno.
Era madre, professoressa da qualche mese, da vestirsi in maniera trasandata e con colori spenti iniziava a valorizzarsi usando i colori adeguati e le misure che più aderivano al corpo, faceva molto sport prima ma da qualche anno ci riusciva molto raramente anche perché lavorava molto lontano dalla città in cui viveva perciò aveva poco tempo per tutto. Il culo era sempre bello. Non voleva sentirsi vecchia cercando di vedersi bene allo specchio e perciò giacchette, jeans attillati nei punti giusti e perfino(assurdo per lei!)pantaloni in pelle, poche gonne ma iniziava a preparare vestitini per l’estate.
Come detto aveva un nuovo lavoro e nuovi colleghi, nessuno di interessante o attraente ma comunque bella compagnia sia uomini che donne.
Vita veramente piena, ritmi serrati.
Sul lavoro non si tratteneva mai proprio perché tra prole e treni doveva correre sempre, per non parlare del fatto che era obbligata a seguire un corso obbligatorio online durante questi trasferimenti altrimenti non riusciva a mantenere il lavoro.
Solo una volta le era capitato di rimanere a scuola per seguire la lezione: era una via di mezzo tra tirocinio che poteva svolgere nella stessa sede del lavoro seguito poi da lezione teorico\pratica perciò si trattenne in aula professori, aveva chiesto alla preside di questa scuola di paese che le aveva concesso di rimanere senza problemi, la mattina c’erano stata assemblea sindacale. Erano le 17 - 17.30.
Con il tablet seguiva il corso e come al solito disattivava la telecamera e il microfono perché seguiva senza intervenire e nel frattempo correggeva le verifiche degli alunni. Quel giorno aveva dei pantaloni attillati, sneakers, una camicetta di seta(anche questa che novità)chiara e un blazerino verde.
Entra un collega sui 45 stessa materia ma sezioni diverse, si stupiscono entrambi della presenza dell’altro. Sorridono. Chiacchiere di circostanza sul perché fossero lì: lui spiega che doveva prendere dall’armadietto gli occhiali da sole per il giorno dopo. Era stupito perché gli sembrava una scuola dei fantasmi visto che non c’era nessuno, nemmeno la bidella all’ingresso.
L’armadietto si trovava alle spalle di lei che, quando lui le passò dietro, senti una vampata incredibile che non sentiva da tempo. Era un impulso forte che partiva dalle gambe e le faceva battere forte il cuore. D’istinto chiese, per trattenerlo ancora lì, un parere sul compito di uno studente e lo obbligò a doversi piegare con la schiena sopra la sua spalla mentre gli mostrava il foglio, lei nel frattempo sentiva il pacco vicino al suo orecchio destro. Aveva proprio voglia di girarsi e toccare in mezzo alle gambe di lui, ma era timida. Era eccitata e non sapeva cosa fare.
Lui nel frattempo vai a capire perché: forse per l’ eccitazione nell’aria, forse perché colse l’occasione o forse viveva le stesse situazioni di lei, mentre guardava si appoggiò con la mano sulla spalla di lei. Non si guardavano in faccia ma percepivano un po' di tensione sessuale. Lei piegò leggermente la testa verso la mano di lui che quindi, continuando a parlare di lavoro, faceva scivolare la sua mano direttamente sotto la camicetta. Con il medio sfiorava lo sterno poi risaliva fino al mento, faceva un giro sul mento e tornava giù sfiorando il petto e poi tornava sullo sterno, pressione leggera, sfiorava.Disinvolti Parlavano e parlava l’insegnate del corso online attraverso il tablet, la mano che continuava a spostarsi lentamente, lui sbottonò i primi tre bottoni della camicetta, gli unici che sarebbero stati sbottonati quel pomeriggio. Entrambe le mani di lui scesero sotto il reggiseno, i polpalstrelli erano sempre timidi ma andavano dove volevano e giravano sulle areole, mentre i pollici sentivano i capezzoli indurirsi sempre più. Lei aveva dei bei capezzoli, non minuscoli e dall’inizio aveva un respiro pesante, lento e profondo. Era bagnata. La mano destra di lei toccava e stringeva l’interno coscia di lui. Poi iniziò a salire fino a toccare le palle. Aveva chiuso le palpebre, stava sentendo un uomo dopo tanto tempo e si sarebbe potuta farle qualunque cosa, lui nel frattempo le girò la testa e la baciò: entrambi ci misero passione, le mani di entrambi adesso premevano più forte. Lei seduta e lui dietro di lei.
Lui alllungò la mano fino a metterla tra le gambe di lei, strofinò pochissimo sopra i pantaloni perché poi li aprì ed entrò ed entrò con due dita, lei nel frattempo per farsi sbottonare e sfilare leggermente i pantaloni dovette scivolare in avanti con il bacino abbassandosi rispetto alla patta di lui che si decise ad aprire e tirare fuori il cazzo. Chiaramente era durissimo con una cappella lucidissima che lei si mise in bocca ciucciando. Mise in bocca solo quella per il momento, come un chupachups e suibito sentiì il sapore di sborra di qualche goccia sfuggita: madonna quanto le piaceva fare i bocchini! Si era dimenticata dopo più di due anni di astensione che ne faceva tantissimi. Una volta da adolescente le era capitato di essere a casa di amici che erano due ragazze e sette ragazzi. Si appartò con il suo morosetto e cominciò a fargli un pompino quando si palesò in stanza anche un altro del gruppo con il cazzo in mano: lei non battè ciglio e cominciò a spompinarne due anche se il secondo venne subito. Adorava ingoiare già all’epoca.
La relatrice continuava a parlare, la bidella girava per la scuola e non si sapeva dove fosse e quando lei si rese conto della cosa, mentre lui la stava masturbando, l’unica cosa che riusciì ad elaborare e dire fu “scopami per favore” con un tono di voce che tradiva un desiderio quasi sofferente, una necessità di sentirsi usata.
A pecora sul tavolo, lui sbatteva rapidamente senza però affondare al massimo per cercare di non sbattere sulle chiappe e non produrre uno schiaffo che avrebbe attirato l’attenzione. Mostravano una sorta di distacco, scopavano come una puttana e il suo cliente con un briciolo di passione. Nel dubbio le mise anche una mano sulla bocca. Godevano entrambi, lei tratteneva un orgasmo senza sapere perché. Il ritmo era sempre lo stesso da almeno 3 minuti quando lui, tirando i capelli e spingendo sulla bocca la inarcò avvicinando le teste così da poterle dire a bassa voce “….puttana, sei puttana” e lei si lascio andare un po’ di più. Lui le tirò su e arrotolò il blazer e la camicetta per liberare la schiena su cui sputò un paio di volte. Con quel gesto lei ebbe un orgasmo profondo e carico, faceva pulsare la figa che lui sentiva bene bene avvolgere il cazzo, non poteva trattenersi per nulla e le venne dentro. Se ne resero conto entrambi ma anziché spostarsi lui spingeva per svuotarsi del tutto e perché stava adorando sentire sul suo pube le chiappe di lei, voleva che le ultime gocce non uscissero. La relatrice nel pc chiedeva se era tutto chiaro.
Si staccarono e per la prima volta si trovarono uno di fronte all’altro, erano anaffettivi. Erano ancora eccitati, i respiri pesanti. Lui nel vederla con i capelli scompigliati non si trattenne e la tirò giù tirando gli stessi capelli portando la sua faccia davanti al suo cazzo lei accettò volentieri in bocca voleva ancora scopare. In quel momento voleva scopare ancora e ancora e ancora. Gli fece un pompino per modo di dire perché lui venne in un attimo, lei fu felice di ingoiare.
Il corso online era finito e lei non aveva nemmeno salutato la classe, erano tornati ad accorgersi del silenzio che regnava nella scuola e per quanto sapevano, la bidella avrebbe potuto spiarli durante il sesso.
Si salutarono con un bacio in bocca augurandosi una buona serata e dicendosi arrivederci al giorno dopo.
Non reale...credo
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Aggiunto: 1 settimana fa
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Etero

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«Ben scritto, eccitante.»