Sono passati diversi anni oramai da quando lavoravo come cameriere ad uno dei primi sexy-bar Italiani. Poi ne sarebbero cresciuti come funghi, ma  trent’anni fa era una novità assoluta. Avevo 23 anni e per pagarmi gli studi all’Università avevo chiesto se c’era un posto di lavoro ad un bar della mia città : il sexy-bar appunto. Iniziai a servire ai tavoli. Che era un bar “particolare” lo si capiva oltre che dal nome anche da come si presentava, specialmente chi ci lavorava. Non il solito locale dove le cameriere ti portavano i cocktail poco vestite….troppo banale. Per una geniale intuizione del proprietario servivamo pure Noi maschietti, così, testuali parole sue “abbiamo una clientela eterogenea non solo di ragazzi allupati…hai visto mai pure ragazze?!”….chiaramente a beneficio del “business”. Ma la vera genialata era come era organizzato e scandito il modo in cui si serviva. Mi spiego. Innanzi tutto il locale era VM 18…perché qualcuno dirà? Per inciso le leggi in materia a quei tempi erano confuse, non chiare come ora in merito a licenze divieti, ecc. Fino alle 23 le ragazze servivano in abitini succinti e noi ragazzi camice stile awaiano aperte e pantaloncini aderenti. Dalle 23 a mezzanotte la clientela con una consumazione obbligatoria in più, vedeva i camerieri di entrambi i sessi alleggerirsi degli orpelli costituiti dagli abiti : le fanciulle servivano ai tavoli in microbikini e noi fanciulli ci liberavamo dei pantaloncini e camicia e rimanevamo in perizoma (e infradito, mentre le ragazze scarpe coi tacchi), mini come i bikini. Questa è stata la vera intuizione, il fatto di fare servire pure ragazzi…un anticipo della tanto lamentata parità di genere da parte di qualche femminista incallita…ragazze poco vestite già si vedevano in giro per locali…ma uomini…una novità. Ma lo bomba succedeva dopo mezzanotte…e li si doveva pagare una sorta di secondo ingresso al locale. Il titolare la prima volta, mi ricordo, disse : “O ci fanno chiudere il locale oppure facciamo il botto”. Le luci si abbassavano…cambiava il genere di musica…le ragazze rimanevano in topless con solo i microslip del costume…e per la clientela maschile, già quello bastava a far pagare volentieri il doppio ingresso. “Per attirare le avventrici”…diceva sempre il Boss “ci vuole qualcosa di più”…e noi lavoratori maschi:…”Puff…via pure il perizoma”…si si ….avete letto bene…con le grazie al vento…per compensare indossavamo un cappello stile cow boy…nudi come mamma ci aveva fatto… Ecco il motivo del VM 18. Be, il locale non ha chiuso…aveva fatto il botto… Qualcuno pensava, magari le ragazze sono più pudiche, non fa successo…ahaha….rido : nella semi oscurità del locale io ed i miei colleghi spesso sentivamo mani femminile ovunque…si proprio ovunque…stabilita la tanto agognata parità di genere. Per un po di tempo il locale è andato avanti in quel modo poi, il titolare ha capito che l’aria del legislatore stava cambiando ed è tornato a formule più “tradizionali”. Io nel frattempo avevo smesso di lavoraci perché avevo terminato gli studi in modo brillante; grazie anche a qualche palpatina…prorio li…   P.S. aneddoti ce ne sono statti a non finire…figuriamoci…se qualcuno avesse piacere…li posso raccontare…se volete…tutte : “Storie Vere”.    
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Categorie: Confessioni
Tag: pelle